Quando serve un cordone pulito, preciso e controllato anche su lamiere sottili, la saldatura a TIG è spesso la scelta più efficace. In questa guida spiego come funziona, quali metalli si possono unire, come scegliere corrente, gas ed elettrodo e quali errori compromettono più spesso il risultato.
I punti essenziali per ottenere una saldatura TIG riuscita
- Elettrodo di tungsteno non consumabile e gas inerte proteggono il bagno di fusione.
- Per acciaio e inox si usa normalmente la corrente continua, mentre l’alluminio richiede spesso la corrente alternata.
- Una portata iniziale utile per l’argon è generalmente compresa tra 6 e 10 l/min, da adattare all’ambiente e alla torcia.
- La tecnica offre precisione e finitura, ma richiede più tempo e coordinazione rispetto a MIG e MAG.
- Pulizia del materiale, lunghezza dell’arco e velocità di avanzamento incidono più di molti settaggi sofisticati.

Come funziona il procedimento TIG
Il procedimento TIG, chiamato anche GTAW, crea un arco elettrico tra il pezzo e un elettrodo di tungsteno infusibile. L’argon protegge la zona calda dall’ossigeno e dall’azoto dell’aria, mentre il metallo d’apporto può essere aggiunto con una bacchetta oppure si può fondere direttamente il materiale base.
La torcia concentra il calore in una zona molto stretta. Questo permette di controllare bene il bagno di fusione e di ottenere cordoni esteticamente ordinati, ma rende evidente ogni errore di mano. Nel mio approccio considero la TIG una tecnica di precisione, non una scorciatoia: bisogna coordinare torcia, bacchetta, distanza e velocità usando entrambe le mani.
Il vantaggio più evidente è l’assenza di scoria e di spruzzi tipici di altri procedimenti. Il limite è altrettanto concreto: la deposizione è lenta, il vento disperde il gas di protezione e una superficie sporca può contaminare rapidamente il tungsteno e il cordone.
Arco e gas di protezione
L’argon puro è la scelta più comune per i lavori TIG su acciaio, inox e alluminio. L’elio può aumentare l’apporto termico, ma richiede più esperienza e spesso una regolazione diversa della macchina. Una bombola, un riduttore di pressione, un flussometro e tubi integri sono indispensabili per mantenere una protezione stabile.
Se il cordone diventa grigio, poroso o presenta una superficie ruvida, non darei subito la colpa alla corrente. Prima controllerei perdite nel circuito del gas, portata insufficiente, correnti d’aria e contaminazione del materiale. Sono cause molto più frequenti di quanto si pensi.
Quali metalli si possono saldare e quale corrente scegliere
La tecnica è adatta soprattutto ad acciai al carbonio, acciai inossidabili, alluminio, rame, ottone e titanio, purché si scelgano correttamente polarità, elettrodo e materiale d’apporto. La difficoltà cambia molto in base a spessore, lega, preparazione del giunto e capacità di dissipare il calore.
| Materiale | Impostazione tipica | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Acciaio al carbonio | DC, elettrodo negativo | Richiede superfici prive di ruggine, vernice, grasso e calamina. |
| Acciaio inox | DC, elettrodo negativo | Conviene limitare il calore per ridurre colorazioni e deformazioni. |
| Alluminio | AC | La corrente alternata aiuta a rimuovere la pellicola di ossido superficiale. |
| Rame | DC, spesso con elevato apporto termico | Conduce rapidamente il calore e può richiedere più corrente del previsto. |
| Titanio | DC con protezione molto accurata | È sensibile alla contaminazione anche dopo la solidificazione. |
L’alluminio merita un’attenzione particolare. La sua ossidazione fonde a una temperatura molto più alta del metallo sottostante, perciò la modalità AC aiuta a rompere quello strato prima e durante la fusione. Prima di iniziare uso una spazzola in acciaio inox dedicata esclusivamente all’alluminio, così evito di trascinare particelle di ferro nel giunto.
Per l’acciaio inox, invece, il problema principale è spesso il calore eccessivo. Un cordone molto colorato o una zona termicamente alterata troppo ampia possono indicare un avanzamento lento o una corrente sovradimensionata. Sui tubi e sui giunti che devono restare protetti anche all’interno può servire il gas di purga, cioè argon immesso sul lato posteriore del cordone.
Materiale d’apporto
La bacchetta deve essere compatibile con la lega da saldare e con le prestazioni richieste. Per esempio, l’acciaio inox può richiedere un apporto della famiglia 308L, mentre per l’alluminio si incontrano spesso leghe 4043 o 5356, da scegliere in base al materiale base e all’uso del componente.
Non sempre serve aggiungere materiale. Nei giunti ben accoppiati e sottili si può lavorare in autogeno, ma il margine di errore è ridotto. Se il pezzo deve resistere a carichi, vibrazioni o corrosione, seguirei sempre una specifica tecnica e non una semplice regola trovata online.
Attrezzatura e parametri che fanno davvero la differenza
Per iniziare servono una saldatrice TIG con innesco ad alta frequenza o equivalente, una torcia raffreddata ad aria o ad acqua, elettrodi di tungsteno, gas argon, pinza di massa e bacchette compatibili. Una macchina da 150-200 A è spesso sufficiente per manutenzione, piccoli lavori e carpenteria leggera, ma la scelta dipende dal ciclo di lavoro e dagli spessori da saldare.
| Parametro | Valore iniziale orientativo | Perché conta |
|---|---|---|
| Portata argon | 6-10 l/min | Protegge il bagno senza creare turbolenze inutili. |
| Lunghezza arco | Circa 1-2 mm sui lavori sottili | Un arco lungo allarga il calore e riduce la protezione. |
| Angolo torcia | Circa 10-15° rispetto al pezzo | Favorisce una copertura regolare senza soffiare via il gas. |
| Post-gas | Circa 5-15 secondi | Protegge tungsteno e cordone mentre il metallo si raffredda. |
| Corrente su acciaio | Circa 30-45 A per mm come punto di partenza | Va corretta in base a giunto, posizione, massa termica e tecnica. |
Questi numeri non sono una ricetta universale. Un giunto a spigolo dissipa il calore in modo diverso da due lamiere sovrapposte, mentre rame e alluminio possono richiedere impostazioni più alte rispetto all’acciaio dello stesso spessore. Per questo faccio sempre una prova su un ritaglio dello stesso materiale prima di lavorare il pezzo definitivo.
Elettrodo e preparazione
Il diametro del tungsteno deve essere proporzionato alla corrente. In molti lavori leggeri si usano diametri da 1,6 o 2,4 mm, mentre per correnti più elevate si può passare a misure superiori. La punta deve essere rettificata in modo regolare e la mola va usata senza contaminare l’elettrodo con residui di altri metalli.
La preparazione pesa più del modello della saldatrice. Pulisco i lembi con solvente adatto, elimino ossidi e bave, controllo l’accoppiamento e fisso i pezzi con puntature sufficienti. Una distanza irregolare tra i lembi costringe a inseguire il bagno e rende il cordone meno uniforme.
Sicurezza durante il lavoro
La protezione non riguarda soltanto gli occhi. Servono maschera con oscuramento adeguato, guanti, abbigliamento ignifugo, calzature di sicurezza e una ventilazione efficace per allontanare fumi e gas. Anche la TIG, pur producendo generalmente meno fumo di MIG e MAG, può generare emissioni nocive, soprattutto su inox, materiali verniciati o superfici trattate.
Rimuovo sempre vernici, solventi e materiali infiammabili dalla zona di lavoro e verifico che la bombola sia stabile e lontana da urti o fonti di calore. Non salderei mai un contenitore chiuso o non bonificato, nemmeno per una riparazione apparentemente rapida.
La procedura pratica per un cordone pulito
- Prepara il giunto. Sgrassa, spazzola e rimuovi ossidi, ruggine e vernice dai lembi.
- Regola la macchina. Imposta modalità AC o DC, polarità, corrente, gas e post-gas.
- Controlla il tungsteno. Punta pulita, correttamente affilata e senza tracce di contaminazione.
- Esegui le puntature. Servono a mantenere geometria e distanza durante il riscaldamento.
- Innesca l’arco. Mantieni una distanza breve e stabile senza appoggiare il tungsteno nel bagno.
- Aggiungi la bacchetta. Introducila sul bordo anteriore del bagno con piccoli movimenti regolari.
- Chiudi il cordone. Riduci gradualmente la corrente e lascia attivo il post-gas.
La torcia dovrebbe avanzare con un movimento fluido, senza oscillazioni ampie. La bacchetta entra nel bagno e si ritira in modo ritmico, mentre l’arco resta il più possibile corto. Quando vedo un cordone troppo largo, la prima correzione che provo è ridurre la lunghezza dell’arco e aumentare leggermente la velocità, non aggiungere subito altra corrente.
Il cordone finito dovrebbe avere una larghezza abbastanza costante, bordi ben fusi e una superficie coerente con il materiale. Porosità, crateri finali, mancanza di fusione e tungsteno inglobato sono segnali da prendere sul serio, perché l’aspetto estetico da solo non dimostra la qualità della giunzione.
Vantaggi, limiti ed errori da evitare
La TIG è molto apprezzata per precisione, controllo del calore e qualità visiva. È indicata per inox a vista, tubazioni, componenti sottili, biciclette, arredi metallici e interventi in cui il cordone deve richiedere poca pulizia successiva.
Rispetto a MIG e MAG, però, è più lenta e impegnativa. Il saldatore deve gestire manualmente il materiale d’apporto e la produttività cala quando aumentano spessore, lunghezza dei cordoni o quantità di pezzi.
| Procedimento | Punti di forza | Limiti principali |
|---|---|---|
| TIG | Massima precisione, cordone pulito, ottima finitura | Più lenta e sensibile a sporco, vento e tecnica dell’operatore |
| MIG | Buona produttività e gestione semplice del filo | Più spruzzi e minore controllo sui lavori molto fini |
| MAG | Adatta a produzione e acciai comuni | Richiede maggiore attenzione a fumi, spruzzi e regolazione del gas |
| Elettrodo rivestito | Attrezzatura robusta e utilizzabile anche all’aperto | Produce scoria e offre meno controllo sui piccoli spessori |
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Gli errori più frequenti
- Arco troppo lungo, che allarga il bagno e favorisce porosità.
- Gas insufficiente o eccessivo, entrambi capaci di compromettere la protezione.
- Superficie sporca, causa comune di inclusioni e instabilità dell’arco.
- Velocità troppo bassa, che surriscalda il pezzo e aumenta la deformazione.
- Tungsteno contaminato, che rende l’arco irregolare e trasferisce impurità nel cordone.
- Mancanza di purga interna sui tubi inox, quando il lato posteriore deve restare protetto.
La TIG non è sempre la soluzione migliore. Se l’obiettivo è produrre molti metri di cordone su acciaio spesso, MIG o MAG possono essere più efficienti. Se invece contano controllo, precisione e finitura, accettare qualche minuto in più per ogni giunto spesso è una scelta sensata.
Prima di accendere l’arco, la verifica che evita più problemi
Prima di iniziare controllo sempre quattro elementi: materiale, pulizia, gas e prova su campione. Questa piccola sequenza chiarisce subito se la corrente è corretta, se l’elettrodo è adatto e se il cordone sta ricevendo una protezione sufficiente.
Per lavori decorativi o di restauro, dove il metallo rimane visibile, non inseguirei il cordone perfetto soltanto aumentando la corrente. Una buona preparazione, un arco corto e una mano costante fanno molto di più. È questa combinazione, più che una macchina ricca di funzioni, a rendere la saldatura TIG pulita, resistente e davvero controllabile.